Un po' di autobiografia

Bruno Vitiello Salve, mi chiamo Bruno Vitiello e sono nato a Napoli il 3 febbraio del 1966. Nel 1990 mi sono laureato in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo Federico II di Napoli, dove ho svolto per tre anni l'attività di assistente alla cattedra di Storia del Rinascimento, conseguendo nel 1994 il Dottorato di Ricerca in Storia Moderna con uno studio sulla scienza anatomica di Michelangelo.

Dal 1994 sono docente ordinario di Italiano e Latino presso il Liceo Socio-psico-pedagogico "A.Manzoni" di Latina, cittadina laziale dove attualmente vivo e lavoro.

La fantascienza di Bruno Vitiello

Sono appassionato lettore di fantascienza (neologismo italiano degli anni '50 con il quale è stato tradotto, forse un po' a sproposito, il termine inglese science fiction, ovvero narrativa scientifica ) dall'età di dodici anni circa. Le mie prime, appassionanti letture all'interno del genere furono Asimov, Bradbury, Anderson, Simak...Insomma i mostri sacri della fantascienza americana.
Da quel punto in poi, ho contratto il morbo della fantasia e dell'immaginazione, e le mie letture di science fiction si sono moltiplicate, spaziando tra gli autori più diversi e tra i generi più vari di questa straordinaria, suggestiva, appassionante letteratura.

E poi...

SpazioE poi, nel 1989, ho pubblicato il mio primo racconto su una rivista professionale, per la precisione sul numero 2 di Futuro Europa, rassegna europea di science fiction diretta da due autori ed esperti d'eccezione nell'ambito della fantascienza italiana e mondiale: Ugo Malaguti e Lino Aldani.
Si tratta del racconto La linea gialla, storia surreale di una città divisa in due parti perfettamente uguali separate da una lunga, continua linea gialla ai due lati della quale vivono persone che si ignorano reciprocamente da tempo immemorabile. Ma un giorno il protagonista...
Fu la mia prima storia accettata e pubblicata da Aldani e Malaguti, ed è stata finora tradotta in due lingue, inglese e francese.

In seguito ho pubblicato moltissimi altri racconti sui numeri successivi della rivista Futuro Europa, compreso il romanzo breve La Venere nera (nel numero 8), ambientato in un futuro post-atomico dove dominano l'inverno nucleare ed una mortale malattia a trasmissione sessuale chiamata appunto la venere nera, e dove un risorto Ordine Teutonico di monaci-guerrieri opprime la popolazione superstite regredita al medioevo, perseguitando soprattutto le donne in quanto queste, portatrici sane del morbo, sono diventate il simbolo stesso della morte, causando il diffondersi di una cultura sessuofobica e maschilista. Ma Christian, giovane monaco-cavaliere appena ordinato, si ribella all'Ordine, e viene quindi inviato in una missione pericolosissima per espiare il suo peccato...
«La fantascienza è la letteratura del probabile, del futuro, di come saremo e di come potremmo essere»
B. V.

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